UN CAVALIERE...

Un cavaliere è votato al coraggio, il suo cuore conosce solo la virtù, la sua spada difende gli inermi, il suo potere sostiene i deboli, le sue parole dicono solo la verità, la sua ira abbatte i malvagi.

Il coraggio...

Il coraggio non è mai stato non avere paura...
le persone coraggiose sono quelle che
affrontano i loro timori e le loro incertezze,
sono quelle che le ribaltano a loro vantaggio,
usandole per diventare ancora più forti...

28 aprile 2007

Road to Atens 2007

E' dura.
Mi sono mangiato buona parte del mio fegato vedendo degli strani individui vestiti a striscie nere e blu esultare settimana scorsa.
Poi l'infausta trasferta di Manchester, dove la stella di Kakà viene offuscata solo dall'ubriachezza molesta di un (in)certo Dida.
E ora siamo qui, quasi quarti in campionato e quasi fuori dalla ciempions lig.
E tu, amico intertriste sei già pronto a godere nuovamente.
Questo intervento è tutto per te, gustalo fino in fondo.
Mancano quattro giorni al ritorno contro il Manchester, quattro giorni di ansia e preoccupazione, che passano anche per la sfida con il Torino.
Già sento puzza di sorrisino sfrontato, ironico, lo sguardo tagliente e la sciarpa (peraltro vecchia) di strani colori stretta intorno al collo, pronto ad accogliermi in T 2.3 e gioire della nostra disfatta.
Ebbene, mi auguro di tutto cuore che tu ti possa sbagliare.
La storia, con i suoi bizzarri corsi e ricorsi, ci ha insegnato che nulla è scontato, ti faccio un esempio: il generale Inverno, nelle steppe russe, ha sempre mietuto vittime tra i pazzi che si avventurarono in una improbabile invasione, a partire da centinaia di anni fa, passando per Napoleone, poi la campagna di Russia dell'Asse Roma Berlino.
La morale di questa mia citazione è: "l'ultima volta che l'Inter ha vinto il campionato (intendo escluso il periodo estivo in cui dottor magic Guido Reds vi regalò un tricolore disoccupato) il Milan ha alzato al cielo la coppa dei Campioni e, tu mi insegni, che da allora voi avete smesso di vincere mentre noi abbiamo cominciato".
Questo mio scritto non sarà infausto, lo lascerò pubblicato anche nel malaugurato caso che la partita di San Siro vada come non deve, eppure sono fiducioso, stramaledettamente fiducioso, con il petto pieno di orgoglio, non della boria neroazzurra che il 5 maggio schizzò fuori come un brufolo esorcizzato, ma di un orgoglio fatto di storia, di tradizione, di esaltazione, per un'atra folle notte, come quella contro l'Ajax di 4 anni fa.
E se per caso il 23 maggio, ad Atene, ci sarà una parte di Milano, ebbene, tu e i tuoi soci potrete invece comodamente starvene a casa ad apprezzare il calore del focolaio domestico, magari invocando le vostre magie nere, per rivedere al più presto i cugini rossoneri, solo neri di rabbia.
Tu sai meglio di me che sono Fulvo, Rutile o Rosso di capelli, chiamami come vuoi. Io non potrò essere mai solo nero, ma sarò sempre e solo rossonero.
Anche giovedì 3 maggio, magari assonnato, ma con lo sguardo di uno che sa il fatto suo, sarò pronto a cercare il tuo di sguardo, triste e nascosto dietro appunti interessantissimi di fisica tecnica (non nei free press che potrebbero scrivere articoli che ti potrebbero irritare), per condividere con te l'orgoglio di vedere Milano sul tetto d'Europa.
Ma siccome ci tengo alla tua salute, e so quanto è amaro il proprio fegato da ingoiare, mi auguro solo che la tua agonia non sia lunga, affinchè tu possa ritrovare al più presto la gioia di vivere, che nemmeno uno scudetto di plastica ti può aver restituito.

E ora, pur avendo consultato il mio oracolo, non ti racconterò del folle goal di Kakà, sotto la curva opposta alla fossa, non ti dirò quanto sarà lungo l'abbraccio della squadra, dei tifosi, dei milioni di milanisti orgasmanti, sparsi per il mondo.
Non mi dilungherò nemmeno a farti la cronaca dei 4 minuti di recupero, del morale dei Red Devils a terra, del gigante Gattuso che al 93 avrà ancora la forza di rubare palla a Cristiano Ronaldo.
Non ti tradurrò la sigla della coppa dei campioni perchè tu, amico intertriste che non devi dare l'esame di inglese, dovresti essere in grado di comprenderla meglio di me...ma siccome è troppo tempo che non la senti risuonare a San Siro te la rispolverò...

Quasi dimenticavo: il pezzo fu composto da Tony Britten, nel 1992, basato sull'inno di incoronazione Zadok the Priest, di Georg Friedrich Handel.
Ma la cosa importante è che il testo è in inglese, francese e tedesco, quindi ci sono frasi che potresti non comprendere...

Ce sont les meilleurs équipes,
Sie sind die allerbesten Mannschaften
The main event

Die Meister, Die Besten, Les Grandes Equipes, The Champions

Une grande réunion
Eine grosse sportliche Veranstaltung
The main event

Ils sont les meilleurs
Sie sind die besten
These are the champions

Die Meister, Die Besten, Les Grandes Equipes, The Champions
Die Meister, Die Besten, Les Grandes Equipes, The Champions

Se vuoi ascoltalo Mercoledì alle 20 e 45, perchè ascoltarlo alle 22 e 34 potrebbe essere spiacevole...

Ciao caro amico intertriste, ci vediamo giovedì mattina, in aula T 2.3. Io ci sarò, e tu?


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