UN CAVALIERE...

Un cavaliere è votato al coraggio, il suo cuore conosce solo la virtù, la sua spada difende gli inermi, il suo potere sostiene i deboli, le sue parole dicono solo la verità, la sua ira abbatte i malvagi.

Il coraggio...

Il coraggio non è mai stato non avere paura...
le persone coraggiose sono quelle che
affrontano i loro timori e le loro incertezze,
sono quelle che le ribaltano a loro vantaggio,
usandole per diventare ancora più forti...

12 febbraio 2007

Riflessioni sul (e nel) pallone...

Sarà che vedere dominare l'Inter è abbastanza sconvolgente, sarà che vedere Ronaldo rossonero lo è quasi di più, sarà che morire per un gioco è allucinante, quasi da far passare la voglia di guardare il calcio giocato.
Morire per un gioco, dove la cosa peggiore che può capitare è perdere una partita, proprio non riesco a capirlo.
Lo stadio è diventato sinonimo di guerriglia, di violenza, di infrazione di regole, forse mi aspettavo qualcosa di diverso.
Poi, come nei momenti più bui, appaiono le stelle ad illuminare e rischiarare tutto, a fare della tristezza e della rassegnazione solo un lontano ricordo.
E allora bentornato pallone rotondo, che rotoli e vai.
Sdegno e disprezzo alla curva romanista per le offese e gli oltraggi protratti nel minuto di silenzio in ricordo dell'ispettore capo Filippo Raciti, morto per difendere la sua città. Buffo da dirsi: "morto per difendere la sua città", mi sembra di essere tornato indietro di sessant'anni, alla guerra mondiale, eppure è morto per una partita di pallone.
Le trasferte, credo, dovrebbero essere occasioni di svago, di giornate da trascorrere in allegria e compagnia delle proprie famiglie e dei propri amici, invece diventano dei veri e propri pericoli.
Ma il calcio, per fortuna, non è solo questo, non è affatto questo.

Apprendo con orgoglio e piacere la notizia che Ricardo Kakà, astro del Milan, ha ottenuto quest'oggi la cittadinanza italiana, e le sue parole mi fanno riflettere e gioire al tempo stesso.
Vederlo con il pallone tra i piedi mi fa dimenticare dei problemi, mi fa godere del calcio la sua parte più pura, l'accezione ludica di questo sport; sarà forse la faccia pulita, la storia di Kakà che non può non renderlo simpatico e apprezzato anche da chi segue la squadra sbagliata di Milano; e allora voglio pronunciare pubblicamente il mio grazie a lui, a Gattuso, a tutti i calciatori che sanno trasmettere, su un campo verde, umanità e doti fuori dal comune, che incantano e che ci fanno sognare.
Perchè, nel bene e nel male, il calcio è solo un gioco.
E per fortuna, nel calcio, c'è ancora chi sa farcelo apprezzare.

Che la violenza possa finire definitivamente, la poesia del calcio, tra i piedi dei più grandi "artisti", possa farci ricordare del perchè amiamo questo sport, così semplice, ma altrettanto intenso.

Perchè contro la violenza non c'è colore o tifoseria che tenga, perchè anche rossoneri e neroazzurri possano tifare insieme per un tifo e una sportività nuova.

MArco

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