UN CAVALIERE...

Un cavaliere è votato al coraggio, il suo cuore conosce solo la virtù, la sua spada difende gli inermi, il suo potere sostiene i deboli, le sue parole dicono solo la verità, la sua ira abbatte i malvagi.

Il coraggio...

Il coraggio non è mai stato non avere paura...
le persone coraggiose sono quelle che
affrontano i loro timori e le loro incertezze,
sono quelle che le ribaltano a loro vantaggio,
usandole per diventare ancora più forti...

07 marzo 2007

C'era una volta...

Ciao a tutti, oggi vi voglio raccontare una storia, spero possa essere di buon auspicio...

C'era una volta, tanto tempo fa, una serata strana, una delle magiche serate di Champion's League, quelle in cui riscopri il piacere e la poesia del calcio.
Si giocava allora un Milan - Ajax, ero in gita con la mia scuola superiore, barricato in una sala giochi per strappare da una piccola tv quell'incontro.
Faceva abbastanza caldo, aleggiava una strana atmosfera, seduto su quello sgabello, in compagnia di alcuni miei compagni, sudavo freddo e gemevo con i miei campioni in campo.
Undici leoni, una partita al cardiopalma, avrei potuto concludere quella serata con un ciuffo bianco se super Pippo, agli sgoccioli, non avesse tirato fuori dal cilindro un'acrobazia, con una tenacia e una forza di spirito ineguagliabile.
Credo che quella partita sia la più bella che ho visto disputata dal Milan, una partita emozionante, importantissima, in una situazione precaria di campionato.
Come oggi.
Non stavamo disputando un campionato eccellente, la Champion's League era il vero obbiettivo, il vero scopo, in panchina sedeva uno che di grande Milan se ne intendeva, in campo tanti campioni, tanti sogni e tante speranze.
Vedevo San Siro gremito, la curva Sud che incitava e quasi coccolava i nostri giocatori.
Arriva il novantesimo, parte il recupero, è dura.
Il 2 a 2 qualifica gli olandesi, è dura, non ce la faremo. Chissà come sarà mai vincere la coppa?
Mentre il cervello si arrovella su questo genere di seghe mentali un certo Zlatan crolla a centrocampo, subendo un fallo di un gladiatorio e redivivo Redondo. Non si alza più, non si alza più, è dura...ma scusa ma sono anche io un metro e novantuno eppure mi rialzo molto ma molto più in fretta! Ma certo, sono secondi preziosi, l'Ajax assapora e pregusta già la qualificazione.
San Siro è stordito, eppure canta ancora. Spera ancora.
Poi la dea fortuna, che aiuta spesso e volentieri gli audaci, ci prende alle spalle, ci abbraccia e ci da un lunghissimo e appassionantissimo bacio.
"Venti secondi più recupero" annuncia tristemente Piccinini, gioco ancora fermo.
Punizione battuta, palla allo stesso gigante molle sulla fascia sinistra, quasi sotto la curva neroazzurra, Zlatan cerca un numero inutile ( di quelli che ora ci fa vedere spesso con altri colori peggiori n.d.r.) su Brocchi, che recupera palla, appoggia a Shevchenko, che scarica all'indietro su Nesta, palla a Costacurta, passaggio lungo per Maldini, a centrocampo. Il capitano alza la testa, lancia lungo al limite dell'area, torre di Ambrosini, la palla giunge in prossimità di super Pippo, la Sud è tutta con lui, San Siro è con lui, milioni di tifosi trattengono il respiro in quell'attimo, durante quel salto, Lobont guarda esterrefatto la palla scavalcarlo, Tomasson ribadisce in rete il goal già sicuro.
San Siro passa dalla disperazione alla gioia incontenibile: ancora una volta superPippo mette la sua firma, e il Milan va avanti: una delle milanesi andrà a Manchester, in finale, chissà, forse con la Juve.
E' l'apice di gloria del calcio italiano. Tutti sanno come andò a finire: gli occhi del nostro tanto amato ucraino che guardano arbitro e guardalinee, poi si puntano sulla palla, tutto il lavoro svolto, i sogni di una vita sono tra i suoi piedi...parte la rincorsa ed è il goal più importante per un tifoso rossonero da quattro anni a quella parte, finalmente torniamo sul trono d'Europa, posto che ci spetta e che ci siamo meritati. Milan campione, Juventus e Inter battute e eliminate: tripudio vero.

Perchè, per noi milanisti, la gioia non sta solo nello sfottò al cugino meno fortunato, che quest'anno, finalmente, potrebbe ritrovare il sorriso con uno scudetto targato "Rossi preziosi", ma nel vivere delle emozioni che solo la coppa dei Campioni ci trasmette.
E allora ben venga la partita di stasera, Celtic ti aspettiamo a San Siro, abbiamo un conto in sospeso con la fortuna, datato 25 maggio 2005, Instanbul, contro il Liverpool. Allora perdemmo in malo modo la finale, peraltro senza alcun tifoso neroazzurro a gufare, visto che si erano ritratti tutti dopo il primo tempo memorabile e stellare giocato dai ragazzi di Carletto.
Oggi su prato verde di San Siro abbiamo l'occasione di avvicinarci alla nostra rivincita, oggi giocheranno almeno 6 dei reduci della fatidica notte di Manchester.
E allora aspettiamo il fischio d'inizio, si aprano le danze, il Milan, nel suo abito più bello, pur senza alcuni gioielli, è pronto.
Celtic avvisato, comunque vada sarà un successo.
La palla è rotonda, tutto può succedere, certo sarà che i nostri 11 campioni non saranno soli, ma porteranno con loro speranze e sogni di un popolo che ama e vive dei colori rossoneri: nero come la notte che incoronerà i veri campioni, e rosso come la passione...

Si comincia, forza vecchio cuore rossonero!

MArco, in trepidante attesa...

1 commento:

Anonimo ha detto...

mamma mia..che palle..si parla solo di calcio in questo blog..
il tuo milan fu distrutto dalla bella nero azzura inter...spero che ci saranno interventi meno sportivi uffa -_-

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