Gianluca Pessotto, siamo con te...
Chi scrive, pur essendo profondamente rossonero, anche nella più remota cellula di midollo osseo, è rimasto decisamente scioccato quando ha saputo della notizia del tentativo di suicidio di Gianluca Pessotto.
Una persona amabile, professionista serio, sempre generoso, grande presenza nella Juventus degli anni 90, ora dirigente.
Una persona come se ne vedono ormai poche in questo calcio corrotto, fatto di soldi, infarcito di veline e veleni.
Un silenzio più pesante di tanti altri chiassosi colleghi, meglio retribuiti, ma non altrettanto "forti" come presenza. In campo e fuori.
Mi piace ricordarlo ( e pensare che si rimetta) per come me lo descrisse un mio amico, "purtroppo" juventino, descrivendolo come "il poeta del campo verde, un filosofo reincarnato nel corpo di un terzino, con quegli occhietti sensibili, con il grande cuore".
Perchè Gianluca andava agli allenamenti con un libro sotto braccio, perchè aveva (e ha) una bella famiglia, perchè era, e tutti noi speriamo, tornerà ad essere, dirigente della nuova Juve.
Come già detto sono milanista, ma ci sono cose e persone che vanno oltre ad una fede calcistica; Pessotto è sempre stato uno di quei giocatori che ti colpiscono, che con la loro abnegazione, il loro impegno e la loro determinazione, ti fanno reinnamorare del calcio, anche quando tutto intorno è desolazione, anche quando, su 22 compagni di squadra, quelli che leggono almeno un libro all'anno si contato sulle dita di una mano.
Si può vincere e si può perdere, si possono alzare delle coppe, si devono digerire delle amare sconfitte.
Ma questo è il calcio.
Tutto il mondo sporco e corrotto che ci gira intorno è solo feccia.
Da un secolo, forse di più...
Questo è il calcio, il mondo che ci fa ancora sognare, che ci fa venire i batticuore, lo stesso mondo in cui sei cresciuto tu, Gianluca, lo stesso mondo che adesso ha il fiato sospeso per il tuo destino.
Ho sentito, ad uno dei tanti servizi televisivi a te dedicati, che eri un poeta, che scrivevi che amavi il calcio per averti insegnato a vivere, nelle gioie delle grandi vittorie, nelle delusioni delle più cocenti sconfitte. Hai scritto anche che non sempre si vince, ma quando si perde bisogna rialzarsi e riprendere a correre.
Questo tuo gesto, questo tuo grido nel silenzio di una carriera esemplare, ci fa sentire un pò tutti in colpa.
Chissà a cosa avrai pensato in quei momenti, chissà quale era il motivo che tanto ti angosciava. Vorremmo, vogliamo assolutamente poterlo sapere. Dalla tua voce.
La vita, proprio come il nostro calcio, Gianluca, è anche questo: saper chiedere aiuto quando siamo in difficoltà, senza vergogna di macchiare un presuntuoso orgoglio, ma con la certezza e la fiducia, in sè stessi ma soprattutto negli altri.
Questo calcio ha tanto bisogno di te, la Juventus ha bisogno di te, tutta l'Italia ha bisogno di uno come te.
Gianluca, tieni duro.
Tristemente MArco

2 commenti:
infatti è uno dei pochi calciatori laureati
Luca
Se questo fatto ha lasciato scioccato un milanista come te, posso dire lo stesso per un (ahimé) interista come me.
Non sappiamo se a condurre Gianluca ad un gesto così estremo sia stata l'atmosfera avvelenata del nostro calcio oppure problemi personali di cui noi non potevamo essere a conoscenza.
Sta di fatto che ora come ora ciò di cui ha bisogno è che tutti i tifosi e appassionati di calcio VERI (e sottolineerei l'aggettivo) gli siano vicini per aiutarlo a uscire da questa crisi personale.
Non mollare mai.
(detto da un interista...)
Teo
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